Un tuffo nella storia dei lidi cittadini

Sarà un’estate con più milanesi in città, quella del 2020. Tra viaggi saltati, attività che cercheranno di recuperare il lavoro perso e famiglie impoverite, non tutti potranno scappare dalla calura cittadina. E così, forse, aumenteranno i milanesi che cercheranno un po’ di relax in una delle tante piscine all’aperto della città. In questa prima settimana di “fase 3” si segnalano già impianti pieni, anche a causa della capienza ridotta adottata per le misure di contenimento del contagio, ma il mito della giornata in piscina in città non nasce oggi.  Sono gli anni ’20 e ‘30 del Novecento, quando alcune personalità del mondo dell’architettura si prodigano per arricchire il patrimonio della città con attrezzature sportive e ludiche, che regalano a Milano alcune piscine d’autore, ancora oggi le più amate e frequentate. C’è una figura, in particolare, che può essere identificata come il padre delle piscine milanesi: Luigi Lorenzo Secchi.

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Pubblicato da Duemila Parole

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